giovedì 25 ottobre 2012

Pan di spagna al cacao

Ottima come base per torte da guarnire, da tagliare e farcire o anche mangiato così com'è: un classico dei dolci, il pan di spagna.
Oggi vi do la ricetta per il pan di spagna al cacao o pan di spagna al cioccolato, come qualcuno erroneamente chiama; non c'è cioccolato in questa ricetta, soltanto cacao amaro.


50 gr cacao amaro in polvere
50 gr farina 00 (o 30 gr farina 00 e 20 gr fecola di patate)
100 gr zucchero
6 uova

Sbattere con le fruste elettriche uova e zucchero per 15-20 minuti, fino ad ottenere un composto spumoso e ben fermo.


Unire farina e cacao e mescolarle, poi setacciarle poco per volta nel composto di uova e zucchero.



Amalgamate bene con una spatola dall'alto verso il basso (o con le fruste a velocità minima, in modo da non smontare il tutto.

Pan di spagna al cacao

Quando non ci saranno più grumi ed il composto risulterà ben liscio, versatelo in una teglia da torta, imburrata ed infarinata.

Fate cuocere in forno per 20 minuti circa a 180°. Vi consiglio sempre la prova dello stuzzicadenti, per verificare che il pan di spagna sia ben cotto anche all'interno.

Pan di spagna al cacao

 

venerdì 19 ottobre 2012

Funghi crudi in insalata

Non c'è niente di più autentico ed autunnale del gusto dei funghi crudi appena conditi in insalata.
Fate moltissima attenzione però perché non tutti i funghi possono essere mangiati crudi! Da noi in Italia i funghi commestibili senza cottura sono i porcini (Boletus edulis), i prataioli (Agaricus campestris), l'ovolo buono (Amanita cesarea) e l'aleuria (Aleuria aurantia). Inoltre questi funghi per essere mangiati crudi devono essere appena raccolti e avere una carne ben soda.
Se quindi avete a disposizione dei bei porcini, magari piuttosto giovani, vi consiglio di provare questa deliziosa ricetta.


funghi porcini
Parmigiano reggiano
limone
olio
sale
pepe

Funghi crudi in insalata

Pulite i porcini spazzolandoli con uno spazzolino dalle setole morbide e passandoli delicatamente con un canovaccio umido.

Sia cappella che gambo sono commestibili, quindi eliminate la parte finale del gambo, quella che era a contatto con il terreno, e tagliateli finemente nel senso dell'altezza.

Funghi crudi in insalata

Fate un'emulsione di olio evo, succo di limone e sale e condite le fettine di funghi.
Lasciate riposare in frigo per una mezz'ora.

Infine assaggiate e regolate di sale, aggiungete il pepe e decorate con scaglie di Parmigiano.

Funghi crudi in insalata

C'è chi aggiunge prezzemolo fresco, chi non mette limone e chi mangia i funghi crudi uniti ad insalata verde, rucola o altre verdure crude; io li apprezzo moltissimo anche da soli, come contorno light.

mercoledì 17 ottobre 2012

Funghi trifolati

La ricetta per cucinare i funghi più comune ed apprezzata è probabilmente la trifolatura. Preparazione tipica della cucina piemontese, i funghi trifolati sono semplici e gustosi, veloci da preparare anche appena raccolti.
Per questa ricetta come fungo ho usato la porcinella rossa, ovvero il Leccinum lepidum, anche detto porcinello, crava rossa o gambetta rossa. E' un fungo comune, a volte confondibile con un porcino dai meno esperti, con cappella colorata dal rosso al giallo intenso al marrone più scuro e con gambo spesso, a volte obeso. Ha una carne molto soda e dal sapore dolce, che si apprezza maggiormente se cucinata fresca dopo la raccolta.


10 circa porcinelle rosse
2 spicchi aglio
1 mazzetto prezzemolo
olio
sale

Funghi trifolati
 
Pulite i funghi spazzolando i cappelli con uno spazzolino pulito dalle setole morbide e sfregando delicatamente con un canovaccio inumidito.
Quidi tagliate il gambo, non commestibile.

Tagliate a spicchi non troppo piccoli le cappelle.

Funghi trifolati

Nel frattempo mettete a rosolare due spicchi d'aglio schiacciati in una padella con poco olio.

Quando l'aglio sfrigola aggiungete i funghi e mescolateli delicatamente con un cucchiaio di legno, quindi salateli e lasciateli cuocere per qualche minuto.

Funghi trifolati

Una volta cotti toglieteli dal fuoco, eliminando l'aglio, aggiustate di sale se necessario e spolverizzate di prezzemolo fresco tritato.

I funghi trifolati si possono mangiare caldi, ma sono ottimi anche freddi.

Funghi trifolati

lunedì 15 ottobre 2012

Mazze di tamburo in padella

Che buoni i funghi appena raccolti e cucinati!! Anche a voi piacciono? State cercando una ricetta semplice, per gustare in pieno il loro buon sapore? Questa ricetta va benissimo per cucinare la Mazza di tamburo, anche conosciuta come Puppola, Bubbola maggiore, Ombrellone o Parasole, tutti nomi comuni per la Macrolepiota procera. Questo è un fungo comune, che si trova solitamente in abbondanza e che si riconosce molto facilmente perché è alto, ha una cappella molto larga e il gambo sottile come un dito. Se non siete esperti, sempre meglio chiedere un controllo all'Asl di zona, per evitare con sicurezza funghi velenosi. Fate attenzione perché questo fungo è tossico se mangiato crudo, va necessariamente consumato cotto ed ha una polpa molto tenera e dolce, dal sapore che ricorda quello della nocciola. Per questo motivo trovo adatta la ricetta che vi propongo, perché permette di gustare questo fungo in modo semplice, senza altri aromi che ne coprano il caratteristico sapore delicato.


10 Mazze di tamburo circa
3 spicchi d'aglio
1 mazzetto prezzemolo
1/2 bicchiere vino bianco secco
olio
sale
pepe

Mazze di tamburo in padella

Per pulire le Mazze di tamburo è sufficiente togliere facendolo scorrere l'anello doppio attorno al gambo, pulirlo con un canovaccio umido e tenerlo da parte, perché si mangia.

Mazze di tamburo in padella

Con uno spazzolino da denti non usato, dalle setole morbide, spazzolare delicatamente la cappella per togliere l'eventuale terra.
Non mettete i funghi sotto acqua corrente, non vanno lavati!

Mazze di tamburo in padella

Eliminare interamente il gambo e buttarlo, non è commestibile.

Mazze di tamburo in padella
Mazze di tamburo in padella

Adesso tagliate a spicchi non troppo piccoli la cappella.

Mazze di tamburo in padella

Nel frattempo fate rosolare in un'ampia padella dell'olio con un trito fine di aglio e prezzemolo. Quando sfrigolerà aggiungete i funghi tagliati e girate delicatamente.

Mazze di tamburo in padella

Perderanno subito molta acqua e le dimensioni si dimezzeranno. Aggiustate di sale e pepe e lasciate che cuociano a fiamma media per 5 minuti, poi irrorate con mezzo bicchiere di vino bianco secco a temperatura ambiente.

Mazze di tamburo in padella

Dopo pochi minuti, quando il vino sarà evaporato ed i funghi saranno morbidi e con un po' di bagnetto di cottura, potete spegnere il fuoco e le Mazze di tamburo saranno pronte da impiattare e servire a tavola, da gustare ben calde.

Mazze di tamburo in padella

lunedì 8 ottobre 2012

Halloween pizza


Si avvicina il 31 ottobre, la raccapricciante festa di Halloween. Nata in America, è ormai consuetudine festeggiarla anche qui da noi in Italia, soprattutto per il divertimento dei bambini, che per l'occasione si possono travestire da speventosi mostriciattoli ed andare per le case del quartiere a fare Trick or Treat, dolcetto o scherzetto.
Diamo quindi un "treat salato" ai nostri bimbi e prepariamo loro una pizza mummia da brividi, con tanto di occhi che ci guardano...da urlo!


base per pizza
salsa di pomodoro a piacere
origano
sale
mozzarella per pizza
olive nere

Chiedo scusa, ma per il poco tempo a disposizione ho utilizzato una base per pizza già pronta; prometto però di mettervi al più presto la ricetta della pasta per pizza fatta in casa che faccio di solito ed è ottima!
Dunque, iniziamo preparando la salsa di pomodoro, con origano a piacere, sale e un pizzico di pepe. La quantità fatela voi, a seconda del vostro gusto.

Halloween pizza

Tagliate poi la mozzarella per pizza a listarelle lunghe e sottili circa 1 centimetro.

Stendete la pasta per pizza e conditela con il pomodoro, poi posizionate le strisce di mozzarella lungo tutta la circonferenza.

Halloween pizza

Girate la pasta per fare un bordo pizza ripieno di formaggio, che aggiungerà golosità e piacerà tanto ai bimbi (ma non solo a loro!).

Halloween pizza

Tagliate poi due rondelle di olive nere e posizionatele come fossero due occhi. Paura!!

Halloween pizza

Prendete ora le listarelle di mozzarella rimaste e posizionatele per tutta la pizza, tranne che sulle olive, intrecciate tra loro come fossero le bende di una spaventosa mummia.

Halloween pizza

Non vi rimane che mettere la pizza in forno per 15 minuti circa a 200°, fino a quando il formaggio non si sarà sciolto e la crosta sarà leggermente dorata.
Ecco una stramba e divertente pizza, pronta da servire a tavola per il giorno di Halloween.

Halloween pizza

sabato 6 ottobre 2012

Torta di nocciole autunnale

Autunno, stagione ancora ricca di ottimi frutti, come le deliziose nocciole. Una ricetta tipicamente autunnale e anche tipicamente piemontese è la torta di nocciole.
Sono diverse le preparazioni che si trovano, ma qui voglio darvene una davvero super veloce e molto molto buona.


150 gr nocciole sgusciate e non tostate
100 gr zucchero
3 uova

Torta di nocciole autunnale

Tritate finemente le nocciole con l'aiuto del mixer, fino a ridurle in farina.

Aggiungere lo zucchero e le 3 uova intere e far amalgamare bene l'impasto.

Torta di nocciole autunnale

Versare in una teglia da torta imburrata e infarinata e mettere in forno per 40 minuti circa a 180°.

Torta di nocciole autunnale

Già fatto? Sì! Non tutte le ricette buone richiedono obbligatoriamente ore di lavoro!
Ne risulterà una torta sottile, friabile e davvero golosa!


Torta di nocciole autunnale

domenica 23 settembre 2012

Tiramisù alla crema di pistacchio e tiramisù alla crema di mandorla

La Sicilia e le sue ghiottonerie! Se di ritorno da un viaggio nella meravigliosa terra sicula avete portato con voi come souvenir i prodotti mangerecci tipici, molto probabilmente avrete fatto incetta di crema di pistacchi e di crema di mandorle, due delizie dolcie che spariscono in meno che non si dica con un semplice cucchiaino e, magari, una fetta di pane. Se però siete riusciti a salvarne qualche cucchiaiata, perché non provare a fare questi ottimi tiramisù light, senza uova aggiunte?


250 gr mascarpone
125 gr crema di pistacchio dolce
125 gr crema di mandorla dolce
pavesini
Marsala

Tiramisù alla crema di pistacchio e tiramisù alla crema di mandorla

Dividete a metà il mascarpone e mettetelo in due ciotole: in una aggiungete la crema di pistacchio e nell'altra la crema di mandorla.

Tiramisù alla crema di pistacchio e tiramisù alla crema di mandorla

Con l'aiuto di una frusta montate brevemente le due creme al mascarpone.
Io non ho messo zucchero perché ce n'è a sufficienza nelle creme da me acquistate, ma se c'è bisogno aggiungetene.

Prendete i pavesini e inzuppateli velocemente in poco Marsala, perché ne prendano il sapore, ma senza disfarsi.

Tiramisù alla crema di pistacchio e tiramisù alla crema di mandorla

Metteteli come base sul fondo del vostro bicchiere (o coppetta) monoporzione. Regolatevi nella scelta del bicchiere in cui presentare il dolce, sapendo che queste dosi sono per quattro porzioni di tiramisù (2 al pistacchio e 2 alla mandorla), oppure per 2 porzioni abbondanti.
Una volta fatta la base di pavesini ricopriteli con uno strato di crema preparata prima, a cucchiaiate, senza pressarla eccessivamente.

Rifate uno strato di pavesini imbevuti nel Marsala e, a seguire, ancora uno di crema, proprio come per un tiramisù classico. Create minimo due strati, perché si veda l'effetto alternato di cbiscotti e crema e perché sia più buono da gustare.

Tiramisù alla crema di pistacchio e tiramisù alla crema di mandorla

Una volta creato l'ultimo strato di crema, potete decorare con lamelle di mandorle e pistacchi leggermente sbriciolati, oppure con meringhe o gocce di cioccolato o quello che più vi stuzzica.
Vi consiglio di lasciarlo riposare il frigo una mezz'ora prima di serirlo, sarà ancora più buono.

Tiramisù alla crema di pistacchio e tiramisù alla crema di mandorla

Tiramisù alla crema di pistacchio e tiramisù alla crema di mandorla

sabato 22 settembre 2012

Risotto fagioli e salame d'la duja con crema di toma piemontese

E' proprio vero che a volte sottovalutiamo le cose a noi vicine perché "intanto son qui" e cerchiamo ostinatamente qualcosa di lontano. Mi riferisco anche ai sapori della nostra cucina, quella italiana, quella regionale, che c'è chi si adopera per non farla perdere, per farla ritrovare e apprezzare.
Con questa ricetta partecipo a VinceRice, l'iniziativa di "Rice - I Sapori del Riso Italiano.


E' un risotto creato da me, sulla base di quello che di più tipico c'è nella mia terra: una panissa leggera di soli fagioli e salame, accostata ad una crema di toma fatta in casa. L'antica fasola della Villata, che conserva una compattezza deliziosa, il salam d'la duja, una delizia di carne sottograsso, e la toma piemontese, poco stagionata e fatta da me con latte vaccino preso direttamente dalla stalla di produzione. 
Se i sapori degli ingredienti presi a sé sono una delizia, la loro unione è qualcosa di...ma perché devo dirvelo io? Se mi votate e vinco il concorso, sarete voi stessi a giudicare!


350 gr di riso Baldo
450 gr di fagioli di Villata
1 carota
3 gambi di sedano
1 cipolla rossa
1 foglia di alloro
2 litri d'acqua 
1 salame d'la duja
1 noce di burro
1 bicchiere di Nebbiolo
150 gr toma
250 ml latte
3 tuorli 
1 cucchiaio di farina
sale
pepe

Risotto fagioli e salame d'la duja con crema di toma piemontese

Cominciamo col preparare il brodo, mettendo in una pentola capiente 2 litri d'acqua carota, sedano e mezza cipolla tagliati grossolanamente, 1 foglia d'alloro (soltanto 1 perché non deve dare un gusto eccessivo) e i fagioli freschi. Aggiustate di sale.
Dal momento dell'ebollizione lasciar bollire il brodo a fuoco basso e coperto per una mezz'ora almeno.

Risotto fagioli e salame d'la duja con crema di toma piemontese

Prepariamo dunque il necessario per il risotto, che è una sorta di panissa leggera, solo con fagioli e salame, ma senza cotiche e lardo del maiale.
In una padella abbastanza larga facciamo imbiondire in una noce di burro la mezza cipolla restante tagliata finemente. Aggiungiamo quindi il salame spellato e spezzettato con le dita, lasciandolo insaporire mezzo minuto.
Aggiungiamo quindi il riso e facciamolo tostare, per poi sfumarlo con il bicchiere di Nebbiolo.

Risotto fagioli e salame d'la duja con crema di toma piemontese 
A questo punto ricopriamo il tutto con un po' di brodo dei fagioli, che continuiamo a lasciare sobbollire nella loro pentola, tenendo il fuoco al minimo.

Giriamo piano il risotto, di tanto in tanto, durante tutta la cottura e continuiamo ad aggiungere del brodo, se necessario.

Mentre il riso cuoce, prepariamo la crema di toma togliendole la crosta e tagliandola a pezzettini, per poi metterla in un pentolino con il latte sul fuoco non troppo alto e mescolando continuamente per farla sciogliere; aggiungiamo verso la fine un cucchiaio di farina setacciata, mescolando di continuo per non far creare grumi. 

Risotto fagioli e salame d'la duja con crema di toma piemontese

A parte sbattete i tre tuorli con sale e pepe, poi quando la toma sarà ben sciolta nel latte, versate il tutto sui tuorli sbattuti, mescolando ed amalgamando la crema, che dovrebbe avere una giusta densità, né troppo liquida né eccessivamente densa.

Torniamo al risotto, che non avremo perso di vista, e verso la fine della cottura aggiungiamo i fagioli, nella quantità che preferiamo. Io ne ho messi 4 mestoli abbondanti e con quelli rimasti ci ho poi fatto un passato.

Risotto fagioli e salame d'la duja con crema di toma piemontese

Il riso Baldo è ottimo per i risotti, prende molto bene i sapori, però tiene la cottura meno a lungo di altri, meglio quindi impiattarlo e servirlo quando la cottura e ultimata, per gustarlo al dente.

Ecco qui, il nostro risotto piemontese è pronto, da servire con crema di toma a parte. Buon appetito!

Risotto fagioli e salame d'la duja con crema di toma piemontese

venerdì 7 settembre 2012

Plumcake al caffè con gocce di cioccolato fondente

Fatto per un'amica speciale dall'amicizia nata sui banchi di scuola, questo dolce, nella sua semplicità, è un classico di cui non ci si stanca mai.
E' un plumcake adatto alla prima colazione, dal gusto deciso del caffè e non troppo dolce, e dall'invitante colore scuro. Mi piace usare lo zucchero di canna per torte come questa, che dà un tocco di rustico al tutto, sia nell'aspetto che nel colore.
Le personalizzazioni e le decorazioni da fare potrebbero essere infinite, ma a me piace presentarlo così, nudo e "crudo".


150 gr farina 00
150 gr farina di fecola
180 gr zucchero di canna
3 uova
160 gr caffè forte
120 gr burro
lievito
gocce di cioccolato fondente

In una ciotola sbattete le uova e lo zucchero fino a farle risultare spumose. 
Unite quindi il caffè ristretto e fatto rafreddare; per dare un sapore ancora più deciso, aggiungete uno o due cucchiaini di caffè solubile a quello fatto con la moka.


Mescolate e poi unite farine e lievito, setacciandole per facilitare il compito, oppure no se volete velocizzare e preferite usare olio di gomito.

Aggiungete infine il burro fuso e fatto raffreddare e le gocce di cioccolato, che io ho messo solo in superficie perché ne avevo poche, ma son risultate carine perché sembrano dei chicchi di caffè.
Il composto risulteà molto liquido, versatelo quindi nella forma da plumcake imburrata e infarinata.


Infornate in forno già caldo a 180° per 40 minuti circa, fate comunque la prova dello stuzzicadenti. Io per sicurezza l'ho lasciato raffreddare in forno, al tiepido.

Il risultato è una torta moto morbida e compatta, da guarnire come più vi piace, con creme golose o zucchero a velo, oppure da lasciare così e da inzuppare nel latte caldo.




sabato 25 agosto 2012

Tagliatelle all'uovo con pesto, pomodorini e code di gamberi

Voglia di una pasta estiva, gustosa e non troppo complicata da preparare? Queste tagliatelle sono l'ideale, buone e nutrienti, vanno bene anche come piatto unico.
Con questo caldo accendere poco il fornello è un gran vantaggio.


250 gr tagliatelle all'uovo
15 code di gamberi circa
10 pomodorini circa
pesto ligure
2 spicchi d'aglio
peperoncino
olio
menta 
prezzemolo
vino bianco

In una padella mettere olio evo, due spicchi d'aglio schiacciati e un po' di peperoncino. Far saltare le code di gamberi brevemente poi sfumare con poco vino bianco e lasciar evaporare, girando di tanto in tanto.

Tagliatelle all'uovo con pesto, pomodorini e code di gamberi

Tagliatelle all'uovo con pesto, pomodorini e code di gamberi

Nel frattempo portate l'acqua a bollore, salate e cuocete le tagliatelle al dente.

Quando sono pronte scolatele sommariamente e versatele nella padella con le code di gambero; aggiungete il pesto (qui ho usato pesto fatto in casa) a seconda del vostro gusto, circa un cucchiaino abbondante a testa, e fate amalgamare a fuoco non troppo alto. Aggiungete i pomodorini tagliati a metà, per farli scottare. 

Tagliatelle all'uovo con pesto, pomodorini e code di gamberi

Eliminate gli spicchi d'aglio, togliete dal fuoco, impiattate e spolverizzate di menta e prezzemolo freschi.

Tagliatelle all'uovo con pesto, pomodorini e code di gamberi

Tagliatelle all'uovo con pesto, pomodorini e code di gamberi

Essendo la prima volta che provo questa pasta ho "scordato" di spellare le code di gambero, anche così però non sono male. Credo che i gamberetti piccoli risultino invece troppo delicati per questo piatto, non li consiglio.